Cos’è la Catena del freddo?

La catena del freddo è il ciclo attraversato da tutti i prodotti, alimentari e farmaceutici, che durante il percorso dal produttore al consumatore hanno bisogno di essere mantenuti ad una data temperatura costante, che ne preserva qualità, igiene e sicurezza.

Perché è importante?

Il controllo della temperatura durante tutte le fasi della supply chain è fondamentale per ridurre il rischio di shock termici che possono alterare le proprietà organolettiche dell’alimento o del farmaco. La rottura della catena del freddo infatti provocherebbe il deterioramento del prodotto e ne ridurrebbe la durata, alterando così la data di scadenza indicata sull’etichetta. A risentirne sarebbe il consumatore, in termini di qualità e sicurezza.

Quali prodotti sono sottoposti alla catena del freddo?

Prodotti alimentari

Partiamo dai tanto discussi alimenti surgelati, cosa si intende esattamente con questo termine? La risposta ci è data dal Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 110, che li definisce come “sottoposti ad un processo speciale di congelamento, detto “surgelazione”, che permette [. . .] di mantenere la temperatura del prodotto in tutti i suoi punti, ininterrottamente a valori pari o inferiori a  -18°cDurante il trasporto sono tuttavia concesse brevi oscillazioni verso l’alto, non superiori a 3° C.
Il decreto stabilisce  inoltre che “I veicoli ed i contenitori adibiti al trasporto degli alimenti surgelati e gli armadi e banchi frigoriferi destinati alla vendita di tali prodotti devono essere muniti dei necessari dispositivi intesi a garantire il mantenimento della temperatura”

I prodotti alimentari non surgelati invece, hanno ciascuno una propria temperatura di riferimento. Tra i principali ricordiamo: carni: +7°, burro: +6°, prodotti freschi: +5°, latte: +4° , pesce: +2°,  gelati: -22°.

Prodotti farmaceutici

Non dimentichiamo che anche i farmaci esigono il rispetto di una catena del freddo. Molti vaccini ad esempio devono essere conservati trai 2° C e gli 8 °C.
A riguardo facciamo riferimento alle Linee guida del 5 novembre 2013 sulle Buone pratiche di distribuzione dei medicinali per uso umano (BPD), basate sulla direttiva comunitaria 2001/83/CE  che dichiara “Tutti gli operatori, trasportatori compresi, sono tenuti al rispetto rigoroso delle condizioni di conservazione riportate in etichetta [. . .]. E’ opportuna, in fase di distribuzione, la presenza di un sistema di rilevazione, possibilmente esterno, che permetta la verifica della temperatura sui mezzi di trasporto”

Come garantire una corretta  gestione della catena del freddo?

In questo ci vengono in aiuto alcune tecnologie di ultima generazione. Esistono infatti sensori, sistemi e piattaforme Web che permettono un miglior controllo della cold chain. Potremmo definirla come una  “Cloud cold chain“, a cui tutti gli attori della catena possono collegarsi per verificarne le performances, ricevendo allarmi in tempo reale in caso di anomalie. I vantaggi in termini di costi e sostenibilità ambientale sono indiscutibili.

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