Con l’inizio della bella stagione la domanda di distribuzione di prodotti freschi o freschissimi aumenta vertiginosamente. Il maggior consumo di verdura in Italia viene registrato nel periodo collocato tra marzo e giugno.
Anche al mondo della logistica, quindi, viene richiesta una spinta intensiva sulla circolazione delle merci fresche.
Per fortuna, in questi anni, la richiesta di un trasporto più rapido è stata affiancata da una maggiore attenzione per la qualità; la filiera di questo genere di alimentari, infatti, viene sempre più monitorata.
L’attenzione alla vulnerabilità del cibo sta crescendo in proporzione alla maggiore attenzione del consumatore verso la propria salute.

Come si tutela la filiera del cibo?

Resta il fatto che, come abbiamo sottolineato più volte nei nostri articoli, più di un terzo dello spreco alimentare si produce proprio durante la fase di trasporto; il settore dell’ortofrutta, in particolare, perde da due a sette giorni di freschezza durante la filiera.
L’Osservatorio interdisciplinare trasporto alimenti (Oita) è impegnato da sempre nell’attività di approfondimento e sensibilizzazione, sia verso gli addetti ai lavori sia verso i consumatori.
L’11 aprile ha promosso il seminario di aggiornamento “Il trasporto nel settore alimentare: approfondimenti e criticità”, organizzato da Check Fruit – Nsf Italy a Bologna.
Il seminario ha presentato i principali aggiornamenti sulla legislazione e sulle tecnologie applicabili al settore. Nel settore alimentare le normative principali sono due: l’Atp che, come abbiamo spiegato qui, stabilisce le caratteristiche dei veicoli predisposti al trasporto degli alimenti e le temperature a cui questi devono essere conservati; poi ci sono le accortezze necessarie dopo l’adozione del Pacchetto igiene dell’Unione europea, ovvero le norme Haccp.

 

Le tecnologie che garantiscono ciò che mangiamo

In Italia la gestione delle idoneità Atp è gestita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre quella dell’Haccp dal ministero della Salute. Si può ben capire come questo comporti la mancanza di una gestione unitaria del controlli e delle relative sanzioni.
Però per quanto riguarda le tecnologie applicabili, i passi avanti sono sempre più repentini e innovativi.

Lungo questa linea di progresso repentino si colloca perfettamente il progetto di FSTT.
Esistono infatti sensori, sistemi e piattaforme Web che permettono un miglior controllo della cold chain, la catena del freddo. Potremmo definirla come una  “Cloud cold chain“, a cui tutti gli addetti possono collegarsi per verificarne le performances, ricevendo allarmi in tempo reale in caso di anomalie.
FROSTED è, infatti, il nostro sistema molto innovativo di tracking e telecontrollo che permette di monitorare con semplicità le condizioni di trasporto della merce, rendendolo più sicuro, economico e sostenibile.
Inoltre, offrendo la redazione di report e statistiche sui dati raccolti e rilasciando certificati di qualità,
può assicurare condizioni indiscutibili per le merci che sono garantite da un sensore di temperatura.

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