Nella giornata del 28 febbraio FSTT ha incontrato l’imprenditore Walter Maiocchi, amministratore delegato della Zanotti Spa e operante nel settore della refrigerazione. L’incontro è servito ad entrambi per porre in risalto le potenzialità della start up FSTT nel panorama nazionale ed internazionale.
L’esperienza del manager ci ha permesso di rafforzare la consapevolezza della nostra innovazione e competitività nel settore del trasporto a temperatura controllata.

Gli abbiamo rivolto alcune domande per fare un focus sul posizionamento e sul futuro di FSTT.

 

Come è venuto a conoscenza del progetto FSTT? Cosa l’ha colpita della start up?
Innanzitutto mi ha colpito l’idea: la possibilità di sviluppare un’idea innovativa, insieme a un team di persone alla mano ed efficienti.

 

Da esperto nel settore della refrigerazione, può farci il punto sul mercato nazionale e internazionale?
La situazione cambia molto da paese a paese. In alcuni paesi si sta iniziando a parlare della tracciabilità totale della catena del freddo. In altri paesi, purtroppo, siamo ancora all’epoca preistorica o quasi. Senza dubbio è un argomento molto discusso che mette finalmente in evidenza un aspetto che è stato molto trascurato: quanto il trasporto influisca sulla integrità della merce.

 

Ci sono altre realtà che, come FSTT, sono in grado di offrire sia monitoraggio sia certificazione per la qualità del trasporto refrigerato?
Oggi non esiste nessun tipo di certificazione sulla merce trasportata. Esiste sul veicolo che trasporta, ovvero la certificazione ATP, al momento obbligatoria in alcuni paesi. Ma essa certifica solo che il veicolo è atto a fare il trasporto; quello che succede nel mentre, ad esempio se l’operatore dovesse spegnere il veicolo e quindi l’impianto, non è attualmente registrabile.

 

Perché questa innovazione non è ancora avvenuta?
Si teme innanzitutto per il costo. Poi c’è la preoccupazione che, una volta garantita un certificazione di qualità all’utente finale, essa debba essere mantenuta costante senza il minimo errore. Io penso che, con la crescente attenzione del consumatore alla provenienza e alla qualità di ciò che consuma, queste garanzie diventeranno presto una necessità.
Al momento, infatti, la filiera che esternalizza il trasporto ha su di sé enormi responsabilità sul prodotto che vende; mette continuamente a repentaglio la sua reputazione.

 

FSTT è incentrata soprattutto sulla refrigerazione mobile. Quali potrebbero essere i vantaggi nell’adottare il nostro servizio anche nei settori della refrigerazione fissa e industriale?
I vantaggi ci sono sicuramente. La catena del freddo parte dalla produzione e arriva al consumo. Il fatto di garantire una certa fase  del percorso non preclude la possibilità di ampliare il raggio di azione a tutta la filiera. Il problema della garanzia della qualità è comune a tutti i settori, a cambiare è solo la metodologia. In un caso è un apparecchio che viaggia, nell’altro è una struttura fissa. Oggi, sicuramente, il settore del mobile è più proficuo perché nell’ambito del fisso esiste già in molti paesi un HCCP che obbliga chi conserva dei prodotti alimentari a garantirli secondo una certa legge. Ad esempio, in Italia, c’è l’ASL  che sovraintende a questo. Mentre nel trasporto non esiste nulla di simile.

 

Durante il trasporto ci sono alcuni settori che necessitano, più di altri, di un monitoraggio e di una certificazione per attestare il rispetto delle normative: l’alimentare, il farmaceutico, e le merci pericolose. Dove pensa ci sia più bisogno di FSTT?
Il farmaceutico, in alcuni casi, segue già un obbligo di trasporto su veicoli refrigerati, cosa che anni fa non era prevista. In spagna e Inghilterra, ad esempio, stanno già portando avanti delle normative che costringano il settore farmaceutico a gestire il prodotto farmaceutico secondo certe regole. È un settore sicuramente molto ricco che può, e dovrebbe, permettersi un sempre maggiore investimento sulla distribuzione di medicinali a temperatura controllata.

 

Qual è la sensibilità del consumatore diretto in questi ambiti?
Il consumatore non ha ancora la sensibilità giusta; non si rende conto che un camion che trasporta dei prodotti surgelati può far arrivare con merci decongelate e poi risurgelate. Ha l’illusione che funzioni sempre tutto perfettamente. Sono le grandi catene di consumazione ad essere più sensibili alla questione, perché sono loro a prendersi la responsabilità nel caso in cui succeda qualcosa, come ad esempio un’ intossicazione alimentare. Si parla di ingenti sprechi alimentari, di danni economici e d’ immagine non indifferenti.

 

Perché è importante delegare l’attestazione e la certificazione a un ente terzo?

Perché è l’unica maniera per essere sicuri. Delegare ad enti terzi significa avere la garanzia di dati, che in un mondo così digitalizzato, potrebbero essere facilmente modificabili.

 

Qualche suggerimento per i futuri sviluppi diFSTT?
FSTT ha un punto di forza nella relazione con  la parte finale della filiera di trasporto. Tutte le grandi catene di distribuzione hanno bisogno di ricevere forte e chiaro questo messaggio: una garanzia sullo stato delle merci durante il trasporto è possibile. Al momento non esiste nemmeno un’assicurazione specifica in merito ai danni da trasporto. C’è un’assicurazione solo sui mezzi. Il rischio viene semplicemente valutato come alto.
FSTT potrà offrire un’assicurazione ad hoc per garantire dei vantaggi certi. Il suo allarme può essere l’unico in grado  di segnalare precisamente il problema e il momento in cui è avvenuto e di, conseguenza, consentire alle assicurazioni di tutelare chi viene involontariamente coinvolto.

 

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