La situazione in Italia dello spreco alimentare:

Lo spreco alimentare è l’insieme dei prodotti alimentari scartati ancora commestibili e destinabili al consumo che, in assenza di un possibile uso alternativo, vengono smaltiti.
La nuova Agenda 2030 prevede, tra i 17 obiettivi, la garanzia dei modelli sostenibili di produzione e di consumo. Con questo obiettivo, precisamente il numero 12, si riafferma la necessità di cambiamenti radicali nel modo in cui le società producono e consumano.

La ricerca condotta sui recuperi e sprechi alimentari:

La ricerca condotta sui recuperi e sprechi alimentari

L’istituto di ricerca GFK ha condotto, nelle diverse sedi internazionali, le indagini per quattro paesi europei. L’indagine ha coinvolto 1.142 famiglie rappresentative della popolazione italiana, estratte dal Consumer Panel di GFK Italia. Sono stati selezionati solo i totalmente o parzialmente responsabili degli acquisti alimentari e della preparazione dei pasti in famiglia di età superiore ai 18 anni. Il campione, nel rispetto di genere, età, livello di istruzione e reddito, è stato selezionato tenendo conto delle seguenti variabili:

  • dimensione della famiglia;
  • fattore demografico che influenza fortemente lo spreco alimentare.

Interpretazione dei dati:

Il 77% delle famiglie intervistate ha dichiarato di aver gettato via del cibo nella settimana precedente all’intervista.
L’assenza di spreco alimentare in famiglia aumenta con l’aumentare dell’età della responsabile acquisti, e con il diminuire del reddito e in famiglie che vivono al sud e isole. La deperibilità del prodotto aumenta il rischio di spreco. I prodotti alimentari più sprecati sono risultati essere verdura, frutta fresca e pane. A distanza troviamo pasta, patate, uova, budini, derivati del latte.
Sommando le quantità di spreco per tutte le categorie, gli italiani risultano aver sprecato in media 370 gr./settimana/famiglia. In particolare, l’Italia registra una quantità di spreco simile a quanto rilevato negli altri Paesi europei indagati nel 2017. Confrontando gli sprechi italiani con quelli rilevati per gli altri paesi europei, si evidenzia un’omogeneità per le categorie più sprecate. Anche se l’Italia si distingue per una maggior propensione di sprechi in frutta e verdura fresca.
 
Infografica interpretazione dei dati sullo spreco alimentare
 

I fattori che influenzano la prevenzione e lo spreco alimentare:

Il tema dello spreco alimentare è molto sentito in Italia. Infatti, quasi la metà del campione condanna fermamente gettare via il cibo.
 
Il rispetto del cibo e l’attenzione allo spreco sono un fattore culturale prevalente. Altro fattore fondamentale è l’educazione da parte dei genitori a non sprecare.
 
La sensibilità verso le conseguenze dello spreco alimentare è condivisa dalla maggioranza. La consapevolezza dell’impatto negativo in diversi ambiti è piuttosto elevata. L’impatto economico è il più sentito, di gran lunga superiore a quello ambientale.
 

Conclusioni:

Lo studio analizzato sullo spreco alimentare domestico italiano ha l’obiettivo di indagare gli alimenti smaltiti in casa e i fattori che influiscono sui comportamenti di prevenzione.
 
L’Italia registra un’incidenza di famiglie “sprecanti” e una quantità media di spreco alimentare simile a quanto già riscontrato in altri paesi europei. Il 77% dei responsabili acquisti intervistati dichiara di aver gettato via cibo almeno una volta nella settimana di osservazione, con un’incidenza minore tra le fasce di età mature ed i nuclei con reddito più basso. Coerentemente a quanto riscontrato a livello internazionale, verdura, frutta fresca e pane sono le categorie che registrano la maggiore incidenza di spreco.
 
I risultati, dunque, evidenziano che i prodotti a più rapida deperibilità sono quelli più sprecati. Nel confronto internazionale l’Italia spicca per lo smaltimento dei prodotti totalmente inutilizzati, ma sembra più virtuosa per la gestione degli avanzi. Sebbene molte categorie di prodotti freschi, i più deperibili, prevalgano in quasi tutte le fasi di smaltimento considerate, anche alcune categorie di prodotti tipicamente confezionati risultano essere gettate via. Gettare via il cibo è vissuto negativamente nell’immaginario collettivo. Infatti, il 76% si dichiara d’accordo sul fatto che il gettare via meno cibo contribuisca ad un mondo migliore, il 90% lo considera sciocco, e il 92% che genera sentimenti di colpa.
L’indagine completa è disponibile qui