Panoramica sulla sicurezza alimentare europea:

Il settore agro-alimentare è un settore in rapida crescita e di grande importanza per l’economia europea nel suo complesso. Infatti, secondo gli ultimi dati del 2018 del FoodDrinkEurope, l’industria degli alimenti e delle bevande è uno dei principali settori industriali nell’UE con una produzione annuale pari 1.109 miliardi di euro ed è il terzo datore di lavoro industriale dell’UE.

Quindi, l’importanza economica del settore e dei prodotti alimentari italiani ed europei suppongono rigide normative e un forte interesse nel rispetto di queste regole per la sicurezza alimentare. È indispensabile offrire un’ampia gamma di prodotti sicuri e di alta qualità provenienti da tutti gli Stati membri. Garantire prodotti sicuri significa considerare l’intera catena di produzione alimentare in tutte le sue fasi, come un unico processo su cui intervenire.

Una politica efficace di sicurezza alimentare richiede la valutazione e il monitoraggio dei rischi, un’efficace azione normativa per gestire i rischi e i sistemi di controllo.

L’analisi del rischio nel settore alimentare:

L’analisi del rischio nel settore alimentare:

Uno degli elementi per garantire la sicurezza alimentare è l’analisi del rischio che a sua volta comprende la valutazione, la comunicazione e la gestione del rischio.

L’obiettivo della valutazione del rischio è rendere disponibili pareri scientifici che orientano l’azione dei gestori del rischio nazionali quali le Autorità competenti ed europei quali la Commissione europea.

La legislazione e il controllo sono due componenti della gestione del rischio.

La comunicazione del rischio opera sia a livello informativo per chiarimenti al consumatore sia per ridurre il rischio di preoccupazioni infondate sulla sicurezza degli alimenti. A tale fine occorre che i parerei scientifici vengano resi disponibili in modo ampio e tempestivo fermo restando. La funzione della comunicazione del rischio sta nel fornire ai consumatori informazioni comprensibili e facilmente accessibili.

4 fattori di rischio per la sicurezza alimentare:

fattori di rischio che caratterizzano la catena di produzione alimentare si possono articolare in 4 macroaree:

  1. Esposizione dell’uomo e degli animali a rischi chimici, fisici e biologici;
  2. Pratiche commerciali illegali;
  3. Inadeguata tutela dei consumatori per problematiche connesse alla etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari;
  4. Violazioni intenzionali alla legislazione alimentare mirate ad ottenere un illecito profitto economico.

La misura strategica per garantire la sicurezza degli alimenti è il Piano nazionale integrato di controllo pluriennale e la sua attuazione efficace. Le Regioni sono tenute a sviluppare propri Piani regionali integrati dei controlli e ad alimentare le sezioni regionali del Piano Nazionale Integrato con i dati che caratterizzano l’organizzazione e il funzionamento delle autorità competenti regionali.

Anche i cittadini assumono un ruolo attivo nel valutare la correttezza e la completezza dell’informazione poste sull’etichette e le bolle degli alimenti.

Percezione dei rischi alimentari:

Percezione dei rischi alimentari:

L’indagine speciale Eurobarometro del 2019, commissionata dall’EFSA, fornisce informazioni in termini di interesse generale dei cittadini europei per la sicurezza alimentare, compresi i fattori che influenzano le decisioni relative agli alimenti, principali canali di informazione sui rischi alimentari, cambiamenti nel comportamento e opinioni sulla complessità della comunicazione riguardante rischi alimentari, consapevolezza e percezione dei rischi in materia di sicurezza alimentare.

L’indagine ha coinvolto 27.655 cittadini europei, di differente età ed estrazione sociale, tra cui 1.022 italiani.

Alla luce del confronto tra la percezione dei rischi alimentari dei cittadini italiani rispetto a quella dei cittadini degli altri Paesi UE, si può concludere che:

  • per gli italiani i fattori più rilevanti nella scelta di un alimento al momento dell’acquisto sono la provenienza, la sicurezza alimentare, il sapore e i valori nutrizionali. Il prezzo riveste minore importanza rispetto alla media europea.
  • come per gli altri europei, la televisione è la principale fonte di informazione in fatto di sicurezza alimentare.
  • poco meno di un terzo degli italiani intervistati ritiene che le informazioni inerenti alla sicurezza alimentare siano troppo tecniche e complesse.
  • fra gli italiani vi è una consapevolezza limitata di come funzioni il sistema di sicurezza alimentare dell’UE.
  • per gli italiani la fonte di preoccupazione più diffusa legata all’alimentazione sono i residui di antibiotici, ormoni e steroidi nelle carni, l’utilizzo di additivi, come coloranti, conservanti o aromi utilizzati in alimenti o bevande e l’igiene dei prodotti alimentari e gli inquinanti ambientali nei pesci, nella carne e nei prodotti lattiero-caseari.
  • per quanto riguarda le fonti di informazione sui rischi alimentari, gli italiani si fidano maggiormente di scienziati, associazioni dei consumatori e produttori.